CASA AMMIRATA

Non appena varcato il grande portone in ferro battuto in via di Pettorano, al civico 3, non è possibile fare a meno di imbattersi nello sguardo – solo apparentemente disattento – di Scipione Ammirato. Presenza solida, la sua, immortalato com’è nel marmo e piazzato nel mezzo del cortile interno della dimora a lui dedicata. Che il padrone di casa sia lui non v’è dubbio.
Eppure il senso di ospitalità si percepisce da subito e si rafforza passo dopo passo in misura uguale e contraria al senso di straniemento che solo un’anomalia architettonica (come altro definireste un palazzo del Cinquecento calato nel mezzo di un contesto urbano di cerniera tra il centro e la periferia?) è in grado di offrire.

Ma l’anomalia non è solo architettonica, l’Ammirato Culture House – sede dell’omonima associazione, concessa in comodato d’uso dal Comune di Lecce – è qualcosa di più di un palazzo in pietra leccese circondato da cemento armato; è il perno attorno a cui ruota un progetto di sperimentazione artistica e sociale che fa delle participatory practises il suo punto di forza. Oggi la casa ammirata è un laboratorio multidisciplinare in cui interpreti di linguaggi differenti esplorano pratiche di collaborazione e co-abitazione lavorando, ciascuno con il proprio stile, al più complessivo progetto di proposta artistica e sociale della città.

Artisti, attori, giornalisti, videomaker, curatori, comunicatori, associazioni no profit abitano quotidianamente la casa, che giorno dopo giorno è sempre meno “anomalia” e sempre più solida pratica di socialità; sia nel modo di (ri)pensare gli spazi nel contesto urbano di riferimento, che nelle modalità di fruizione degli stessi.

Ma la casa ammirata è pensata (e, naturalmente, attrezzata) anche per essere una residenza, così da permettere progettualità di scambio e il pieno compimento della vocazione di ospitalità laboratoriale su cui si fonda il concetto di “House”. In questo modo non si ospitano solo i progetti, ma anche (soprattutto) le persone che li fanno vivere.
Dopo la cucina mobile e gli ambienti lavorativi, sono attualmente in allestimento ulteriori stanze da destinare a residenza e una sala attrezzatta per proiezioni, conferenze e un non teatro da mettere su con il supporto, non solo morale, dei residenti del quartiere.

La casa ammirata è un concetto, oltre che uno spazio fisico, in via di determinazione. E’ un processo in corso d’opera. L’unica certezza è Scipione Ammirato, la sua statuaria presenza al centro del cortile interno.

Quello sguardo – cha pare vivo – solo apparentemente distratto. Quello sguardo è che la prima cosa in cui ci si imbatte non appena varcato il grande portone in ferro battuto di via di Pettorano, al civico 3, ma anche l’ultima da cui ci si congeda  uscendone.

Dove siamo

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