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FREE HOME UNIVERSITY 2015

 

Progetto a cura di Alissa Firth Eagland e Alessandra Pomarico, con il supporto di Musagetes.

con Beatrice Catanzaro, Ultra-red, Cto Delat, Cass Gardiner, Barbara Toma, Pony Zion, Raphael Daibert, Saul Garcia Lopez (La Pocha Nostra), Vivienne Bassette, Silvia Bottiroli ( Festival dei teatri San’Arcangelo), Chiara Figone (Archive Kabinet), Micheal Robinson, Angela Rosano, Todd Lestler, Maria Pecchioli.


FREE HOME UNIVERSITY 2015 //dal 6 a 25 luglio 2015 // dal 1 al 21 dicembre 2015.

“Free Home University” è un esperimento pedagogico e artistico creato nel 2013 da un gruppo di artisti e pensatori. Il progetto indaga nuove possibilità di generare e condividere i saperi, attraverso l’esperienza di vita in comune.

Il nome Free Home University (FHU) si riferisce alla costruzione di una comunità di apprendimento aperta, che utilizza un approccio non verticale, in cui l’energia circola liberamente (free), all’interno di uno spazio protetto e intimo (Home) in grado di offrire un luogo alternativo per la condivisione del sapere e dell’apprendimento (University).

Nel 2015 l’indagine ha riguardato le possibili istanze istituenti, le pratiche di intersezionalità, solidarietà e lotta comune insieme alle comunità che si trovano oggi, e in particolare nel nostro territorio, al centro di nuove emergenze. Tra queste, i migranti e i richiedenti asilo, persone appartenenti alla comunità LGBTQ, e i protagonisti di una nuova questione rurale e agricola nei sud del mondo. Insieme ad alcuni membri di Ultra –Red si e’ dato inizio nel mese di Luglio 2015 ad un’indagine partecipata con una metodologia di ricerca azione, dedicata alla questione: “QUAL E’ IL SUONO DELLA LIBERTA’ ”,  e si è continuato nel mese di dicembre 2015 con la domanda “QUAL E’ IL SUONO DELLA GIUSTIZIA”, lavorando sulle pratiche di solidarietà e creazione di un senso di collettività .

Free Home si compone di una serie di corsi. Ogni corso, si costituisce di un gruppo di mentori (insegnanti- studenti) che propone una direzione d’indagine, e di un gruppo di partecipanti (studenti-insegnanti) che esplora e prosegue la ricerca. Insieme formano il gruppo di studio, vivono e lavorano accanto durante ripetuti periodi intensivi di 10 giorni (almeno 3 incontri annui) ma sono anche liberi di proseguire la ricerca autonomamente e/o attraverso incontri intermedi.
La nostra definizione di studio è aperta e comprende diverse modalità di ricerca, inclusa quella attivata da processi e pratiche artistiche sperimentali. La forma e il contenuto di ciascuna Classe sono determinati dalla collaborazione del gruppo di studio. Ognuno è al tempo stesso insegnante e studente, condividendo con gli altri la responsabilità di contribuire all’emergere di una nuova prospettiva. Apertura alla convivenza e alla condivisione, impegno, spirito di collaborazione e rigore sono elementi considerati fondamentali in questa pratica.

La definizione di studio nelle FHU è aperta e comprende diverse forme di indagine, ricerca, processi e pratiche artistiche sperimentali. La prima classe nel 2014 progettata in collaborazione con gli artisti Ayreen Anastas e Rene Gabri, Lu Cafausu (Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce), Adrian Paci, Luigi Coppola, Alex Roemer e Johanna Dehio, insieme a 50 partecipanti provenienti da diverse località e contesti, ha definito la questione cruciale da cui partire: COME VOGLIAMO VIVERE. In questo primo anno e in forme diverse, il gruppo si e’ concentrato su questioni relative ai beni comuni, all’uso del territorio, il ciclo di produzione alimentare, ha meditato sulla morte come prospettiva che può offrire un senso alla vita, ha esplorato il tema della rappresentazione di esperienze, attraverso l’immagine e linguaggio (e in alcuni casi attraverso il loro fallimento e rifiuto). Alcuni aspetti della ricerca sono stati approfonditi nel contesto e hanno generato collaborazioni con la comunità locale, in particolare con lo straordinario gruppo di attivisti e agricoltori di Casa delle dell’Agricoltura, di Castiglione d’Otranto, dove si e’ lavorato alla co-creazione del Parco Comune dei Frutti Minori e Mercato Comune dei frutti Minori, progetti ancora in corso e in evoluzione.

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OSPITI LUGLIO 2015:
Ultra-red è un gruppo internazionale che opera all’intersezione tra sound art e politica. Attraverso un approccio pedagogico che utilizza l’ascolto come metodologia di investigazione del sociale, per identificare le battaglie politiche e altre modalita’ di processi collettivi, il lavoro di Ultra Red mette in discussione la divisione binaria tra estetica e politica. Le pratiche di ascolto collettivo, il dialogo e la riflessione sono intese come azioni politiche e come tali in grado di sfidare o contribuire al rafforzamento dell’organizzazione e delle relazioni collettive. Negli ultimi venti anni Ultra Red ha operato all’interno e attraverso una rete ampiamente distribuita di organizzazioni di comunita’ e dal basso, nella lotta contro il razzismo, l’omofobia, la transfobia, la povertà, per il diritto alla casa, alla sanità, all’istruzione, alla mobilita’ e per la giustizia sociale nei fenomeni migratori.

Chris Jones ha cominciato a collaborare con Ultra Red per le inchieste sociali e civiche THE CARDEW OBJECT e RE:ASSEMBLY nel 2009. Dal 2010-2011 ha lavorato a lungo sui progetti che potremo tradurre in ‘Qual è il suono DELL’AZIONE COMUNITARIA?” a Dundee e “Qual’e’ il suono DEL CONFINE?” a Glasgow, in Scozia insieme a Elliot Perkins. E ‘membro fondatore del collettivo e centro sociale radicale e archivio ’56a Infoshop’ a Londra, ed e’ scrittore e ricercatore nel Southwark Notes, sito web anti-gentrificazione e gruppo di ricerca-azione contro la speculazione edilizia.

Elliot Perkins ha avuto risalto nella scena della musica elettronica conosciuto come Phonem per l’etichetta Morr Music. Nel 2002, ha ricevuto un sostegno ministeriale Artisti nternazionali per la sua collaborazione con Shahidul Alam, attivista e fondatore dell’organizzazione DRIK. lacombinazione tra il lavoro sonoro di Perkins e la fotografia di Alam, porto’ a EURODAC EXPRESS, uno studio sull’esperienza dei migranti che si fanno strada dal Bangladesh fino all’Inghilterra. la prima collaborazione di Perkins con Ultra Red riale al 2005 con BLOK 70, attualmente è un membro del progetto Ultra Red sulle questioni rurali INTAVENSHAN con sede a Torbay, dove Perkins è organizzatore e attivista per il Rural Racism Project.

in collaborazione con LILA, LeA -liberamente e apertamente, centro Sprar Melendugno,  Sprar/Gus Castrì, Salento Rainbow Film Festival.Ammirato Culture House, Musagetes e altre associazioni locali.

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Dal 1 al 21 dicembre 2015, artisti locali e internazionali, un gruppo di richiedenti asilo dello Sprar Gus di Castri’ e chiunque abbia voluto avvicinarsi a questa esperienza di auto apprendimento, si è riunito presso Ammirato Culture House, in via di Pettorano 3 a Lecce, per proseguire l’indagine articolata in:

  • momenti di studio e restituzione pubblica di teatro danza e voguing con Barbara Toma e Pony Zion (NYC),
  • proseguimento del progetto Quartiere Ammirato e Giardino Ammirato con Alex Roemer (Berlino/ Parigi),
  • serate pubbliche di letture, screening e cene culturali presso Ammirato culture House,
  • una notte dedicata a Pasolini
  • la partecipazione al Salento LGBT Rainbow festival con alcuni film e performance realizzate dal gruppo di studio Free Home University.

Nell’ambito del progetto/residenza artistica sono stati previsti i seguenti incontri aperti al pubblico:

  • 4 Dicembre- ore 15  c/o ACH  esercitazioni di osservazione del giardino ammirato,- ore 18 conversazione con Alex Roemer dei collettivi construct lab/Exyzt che ha presentato il suo lavoro di progettazione condivisa e autocostruzione con le comunità locali. Discussione pubblica sui desideri intorno al giardino ammirato
  • 5-7-9-11-14-17 Dicembre, ore 11,00-13,00: incontri di danza vogue’ing con Pony Zion.
  • 7 Dicembre, ore 17 c/o ACH (Ingresso libero) – “qual’e’ il suono della giustizia?” conversazione e ascolto degli oggetti sonori, guidato da Michael Robertson (Ultra -red)
  • 11 Dicembre, ore 19,00 (presso Ammirato Culture House) – incontro pubblico con l’artista Beatrice Catanzaro, sulle pratiche sociali e sul progetto Bait al Karam, catering e impresa sociale, realizzato con le donne di Nablus, in Palestina.  A seguire cena multietnica  a cura di FHU con gli amici dello Sprar Gus di Castrì.
  • 12 Dicembre (presso Manifatture Knos):
    • dalle 10,30 alle 12,30 – spazio al laboratorio di vogueing, un tipo di danza contemporanea nata negli anni 60, tenuto da Pony  Zion e Michael Robertson (Free Home University).
    • ore 21,00 – Anna Caputo, presidente provinciale Arci Lecce, incontra Ingrid e Lorenza, le protagoniste di Lei disse Si, che verrà proiettato alle 21.30. Presente anche la regista Maria Pecchioli ( Free Home University).
  •  13 Dicembre, (Salento Rainbow Festival- presso Manifatture Knos), ore 17.45 – Proiezione/ Spazio K,  “EDEN’S GARDEN” Ep.1 (Usa 2015, 15′), di Seven King (Free Home University).
  •  15 Dicembre,(presso Ammirato Culture House) ore 21,00 – “Lennon”. Per il secondo appuntamento del Club dell’Ascolto Live una serata dedicata a John Lennon,  ai 35 anni dalla sua morte. Oltre 20 artisti si sono esibiti dal vivo interpretando la musica del grande artista.
  • 17 Dicembre, ore 21,30 /// Indossiamo la Maschera /// We Wear the Mask // Ball Room.
  • 18 Dicembre (presso Ammirato Culture House), dalle ore 16,00 – Pasolini Cercatore d’Immagini, proiezione di 3 documentari di Pasolini. Ha introdotto la proiezione: Roberto Chiesi, Responsabile del Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna e critico cinematografico di Cineforum e Segnocinema.
  • 19 Dicembre (presso Ammirato Culture House), ore 19,00- “Contro l’infelicità. Sull’internazionale situazionista e la sua attualità”  di Stefano Taccone, presentazione del libro e conversazione pubblica.
  • 20 Dicembre, (presso Ammirato Culture House), ore 18,00 -conversazione con Silvia Bottiroli, direttrice artistica del festival internazionale del teatro in piazza,  Sant’arcangelo di Romagna.

 

 

 

Di seguito alcuni scatti della la sfilata di vogueing del 17 dicembre 2015.

We wear the mask